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Occhio Pino! ..... all'Excelsior di Cesano Maderno

Pinocchio

Con Geppetto e Pinocchio si torna a parlare di padri e figli

 

L’immortale opera di Collodi al centro della suggestiva rivisitazione ad opera del laboratorio “Incanto Teatrale” del Liceo Versari

 

 

La relazione genitori-figli è un tema che non smette di essere interessante. Ce lo ha ricordato, nella serata di martedì 14 maggio al Teatro Excelsior, lo spettacolo teatrale “Occhio Pino”, interpretato dagli alunni iscritti al laboratorio “Incanto Teatrale” dell’Istituto Superiore “Iris Versari” di Cesano Maderno. La rappresentazione è una completa rivisitazione dell’immortale opera di Carlo Collodi, Pinocchio.

 

Sul palco è stata proposta una trama avvincente e moderna che tratta, come affermato dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Grazia Di Battista "a 360 gradi il tema del rapporto genitori-figli e le ansie adolescenziali che gli adulti hanno forse dimenticato". Il tutto rivissuto in un setting che è di per sé pedagogico-educativo: come ha ricordato la prof. Sivelli, responsabile del progetto, "il laboratorio teatrale non è una performance ma un percorso, che aiuta e accompagna le persone nel loro cammino di crescita”.

 

Un cammino di crescita è anche la storia proposta al pubblico. “Pino” e Geppetto portano sulla scena il difficile rapporto padre-figlio e i richiami della trasgressione adolescenziale a cui non è facile resistere. Prendendo come punto di partenza il carattere irrequieto e ribelle di Pino, la sua voglia di libertà e la bravata di rubare l’attrezzatura scolastica, commessa con i suoi amici, la storia passa poi ad un richiamo al testo originale con “il Gran Teatro di Mangiafuoco”, ricreato in una discoteca da “sballo”.

 

Cri, amico di Pino, ha il compito di sostituire il Grillo Parlante e gli consiglia come comportarsi, ma non viene ascoltato dal trasgressivo Pino, che cerca sempre e comunque di redimersi per poter ritornare dal babbo Geppetto. A modo suo, però: ad esempio, tenta di guadagnare dei soldi vendendo illegalmente gli oggetti rubati, ingannato dal Gatto e dalla Volpe. Pino si lascia trascinare dall’amico Lucio e si reca nel Paese dei Balocchi, ma poi fugge spaventato in cerca del babbo.

 

Tutte le traversie si concludono con le scuse tra le due parti, Pino e Geppetto, in uno struggente abbraccio, con cui si chiude il dialogo nel ventre del Grosso Pesce, sotto lo sguardo della buona Fata Turchina che ha sempre creduto nella bontà del giovane. L'elemento nuovo e originale di questa rappresentazione é l'inserimento della vicenda nella cornice di un esperimento elaborato e regolato dall'occhio attento dei servizi sociali.

 

Le due registe Ivana Stranci e Vittoria Tonetti sono riuscite nell’arduo compito di dividere la scena in 60 parti, tante quante sono i partecipanti del laboratorio teatrale, il più frequentato della scuola; ogni ragazzo è presente e recita, balla, canta, portando un contributo di originalità e novità all’opera e facendo percepire come l’unione tra i ragazzi e gli insegnanti del gruppo sia veramente molto forte.

 

Una parte fondamentale per la riuscita dell’opera è affidata alla regia musicale di Sergio Rao e alle luci di Nicolò Leoni e Paola Nespoli; il coro, a metà dello spettacolo, canta a cappella “Il Magnificat” mentre Pino, chiusa in due fasci di luce laser, creati grazie alle prodezze dei tecnici, rivede tutte le persone incontrate nel suo percorso di crescita; è senz'altro uno dei momenti più riusciti e suggestivi dell'intera opera.

 

Per concludere, non resta che fare uno scrosciante applauso a tutti i protagonisti e a coloro che hanno lavorato dietro le quinte di questo spettacolo. Un team davvero affiatato in grado di regalare grandi emozioni.

 

Stefano Provasi e Giulia Beretti (3ASE)

 

pino ima


Pubblicata il 10 maggio 2019

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